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E’ di Buffalo il primo hard disk portatile superveloce USB 3.0

martedì 9 marzo 2010

Buffalo Technology ha annunciato il lancio dell’hard disk portatile MiniStation™ Lite USB 3.0 HD-PEU3, una soluzione tascabile in grado di offrire velocità fino a 5GB al secondo per il trasferimento e l’archiviazione di immagini in alta risoluzione, audio e video digitale, file multimediali di grandi dimensioni e molto altro ancora.

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Logitech Laptop Speaker Z205: l’alta fedeltà audio diventa portatile

lunedì 8 marzo 2010

I portatili, sia che si tratti di notebook o di netbook, sono abbastanza potenti per ascoltare musica, vedere un film oppure effettuare videochiamate.

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Cade il monopolio di banche e poste sui conti correnti: un incontro per spiegare come e perché

domenica 7 marzo 2010

Banca d’Italia sui nuovi servizi di pagamento: dal 1° marzo stop al monopolio di banche e poste. A Milano, il 16 marzo, presso il Grand Visconti Palace, il primo convegno sul tema. Modelli di business, strategie commerciali, nuove norme, tecnologie e partneship strategiche per i sistemi di pagamento di Banche, Gdo e Telco.

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Nokia presenta una imperdibile applicazione per i tifosi del Milan

giovedì 4 marzo 2010

Nokia e AC Milan presentano oggi iMilan, l’applicazione ufficiale del Club rossonero grazie alla quale sarà possibile ricevere in tempo reale tutte le notizie e le anticipazioni della Squadra sul proprio telefono cellulare Nokia.

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Un workshop per la promozione turistica online

mercoledì 3 marzo 2010

Quando si tratta della destinazione delle proprie vacanze, Internet è 9 volte più efficace nel convincere gli italiani rispetto a stampa, radio e tv messe insieme. Il Web, Internet, i Social Media sono gli strumenti chiave per ottenere un vantaggio competitivo nel mercato globale.

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Le imprese ICT contro la sentenza che condanna Google

martedì 2 marzo 2010

Attenti a legare il Web: politica e normativa ancora lontane dalle logiche dell’Internet Society. Pieno appoggio a Google e una proposta: apriamo un Tavolo di lavoro per elaborare un codice innovativo e liberale di diritto della rete.

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Internet al tempo della crisi: ecco Cassaintegrazione.it

lunedì 1 marzo 2010

Appena pubblicato il sito www.cassaintegrazione.it, si annuncia come la guida più completa alla Cassa Integrazione con notizie, aggiornamenti, informazioni, opportunità di lavoro, annunci e normative.

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Notebook-discount.it: un sito dedicato ai portatili usati

domenica 28 febbraio 2010

E’ realmente necessario ogni volta acquistare un pc o un portatile nuovo,quando potremmo tranquillamente comprare un notebook usato o un pc usato di pari funzionalità?

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Il Manifesto del Pubblico Dominio

sabato 27 febbraio 2010

Manifesto del Pubblico Dominio

Il Manifesto del Pubblico Dominio è stato prodotto nell’ambito del progetto europeo COMMUNIA,
network tematico sul pubblico dominio digitale (1)1 – Maggiori dettagli:
http://publicdomainmanifesto.org

Preambolo

“Il libro, in quanto libro, appartiene all’autore, ma in quanto pensiero appartiene – senza voler esagerare – al genere umano. Tutti gli intelletti ne hanno diritto. Se uno dei due diritti, quello dello scrittore e quello dello spirito umano, dovesse essere sacrificato, sarebbe certo quello dello scrittore, dal momento che la nostra unica preoccupazione è l’interesse pubblico e tutti, lo dichiaro, vengono prima di noi”. (Victor Hugo, Discorso d’apertura al Congresso letterario internazionale del 1878, 1878)

“I nostri mercati, la nostra democrazia, la nostra scienza, le tradizioni della libertà di parola, e l’arte, tutto dipende in maniera cruciale da un pubblico dominio di materiale liberamente accessibile molto più di quanto non lo sia dal materiale informativo coperto da diritti di proprietà. Il pubblico dominio non è quanto rimane dopo che tutte le cose migliori siano state coperte dalle norme sulla proprietà. Il pubblico dominio è l’ambito da cui estraiamo i mattoni con cui costruire la nostra cultura. Rappresenta, di fatto, la maggior parte della nostra cultura.” (James Boyle, The Public Domain, p.40f, 2008)

Il pubblico dominio, nella sua accezione più ampia, è la preziosa risorsa di informazioni che è libera da quelle barriere all’accesso o al riuso generalmente associate alla tutela del copyright, sia in quanto libera da ogni tutela sul diritto d’autore oppure perchè i detentori dei diritti hanno volontariamente deciso di rimuovere tali barriere. Il pubblico dominio è il fondamento del nostro riconoscimento come espressione del bagaglio comune di conoscenze e cultura. È la materia grezza dalla quale viene ricavata la nuova conoscenza e si creano nuove opere culturali. Il pubblico dominio funge da meccanismo protettivo onde assicurrea che questo materiale grezzo sia disponibile al costo di riproduzione – vicino allo zero – e che tutti i membri della società possano costruirvi sopra. Mantenere un pubblico dominio sano e florido è essenziale per il benessere sociale ed economico delle nostre società. Il pubblico dominio riveste un ruolo fondamentale nel campo dell’istruzione, delle scienze, del patrimonio culturale e per i dati del settore pubblico. Un pubblico dominio sano e florido rappresenta uno dei prerequisiti per assicurarsi che ogni persona al mondo possa trarre giovamento dai princìpi dell’Articolo 27 (1) della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani («Ogni individuo ha diritto di prender parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere dell’arte e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici»).

La società dell’informazione digitalizzata in rete ha portato la questione del pubblico dominio al centro del dibattito sul copyright. Al fine di preservare e rafforzare il pubblico dominio abbiamo bisogno di definire una comprensione solida e aggiornata della natura e del ruolo di questa risorsa essenziale.

Questo Manifesto del Pubblico Dominio definisce il pubblico dominio e illustra i principi necessari e le linee guida per avere un sano Pubblico Dominio all’inizio del XXI secolo. Il pubblico dominio viene qui considerato in relazione alla normativa sul copyright, escludendo altri tipi di diritti sulla proprietà intellettuale (come i brevetti e i marchi) e intendendo la normativa sul copyright nel suo senso più ampio fino a includere i diritti economici e morali sottoposti al diritto d’autore e simili (inclusi i diritti annessi e i diritti sulle banche dati). Nella parte restante di questo documento, quindi, il copyright (o diritto d’autore) viene usato come un termine generico per indicare tutti questi diritti. Inoltre, il termine ‘opere’ (o lavori) comprende tutti i lavori protetti dal copyright così definito, includendo quindi database, spettacoli e registrazioni. Allo stesso modo, il termine ‘autori’ include fotografi, produttori, distributori, pittori e attori.

Il Pubblico Dominio nel XXI secolo

Il pubblico dominio auspicato in questo Manifesto è definito come quel materiale culturale che può essere usato senza restrizioni, esente dalla tutela del copyright. In aggiunta alle opere che fanno formalmente parte del pubblico dominio, ce ne sono molti validi lavori volontariamente condivisi dagli autori a condizioni generose creando così un “commons” (bene comune) di origine privata che opera per molti versi come fosse un pubblico dominio. Gli individui possono inoltre utilizzare molte opere protette grazie a eccezioni e limitazioni del copyright, quali il “fair use” (uso consentito) e il “fair dealing” (corretto trattamento). Tutte queste fonti, che permettono un migliore accesso alla cultura e al patrimonio collettivi, sono importanti e devono essere attivamente sostenute affinchè la società possa godere il massimo beneficio dalla condivisione della conoscenza e della cultura.

Il Pubblico Dominio

Il pubblico dominio strutturale occupa il cuore della nozione di pubblico dominio e comprende la conoscenza, la cultura e le risorse condivise, che possono essere usate senza le restrizione del copyright come definito dalle attuali normative. In particolare, il pubblico dominio strutturale si compone di due ambiti diversi di materiali:

1. Opere d’autore per le quali sono scaduti i termini della tutela del copyright. Il copyright è un diritto temporaneo garantito agli autori. Una volta raggiunta la scadenza di tale protezione temporanea, tutte le restrizioni legali cessano di esistere, pur se in alcuni Paesi soggette ai diritti morali perpetui dell’autore.

2. Il bene comune ed essenziale dell’informazioni che non è coperto da copyright. Le opere non tutelate dal diritto d’autore, perchè non hanno passato il test sull’originalità o perché escluse da tale tutela (come dati, fatti, idee, processi, sistemi, metodi, concetti, principi o scoperte, a prescidere dalla forma in cui vengano descritti, spiegati, illustrati o incorporati in altra opera, così come normative o decisioni giuridiche e amministrative). Questo bene comune essenziale è troppo importante per il funzionamento delle nostre società per essere vincolato da restrizoni legali o di altra natura, seppure per un periodo limitato.

Il pubblico dominio strutturale è storicamente un compromesso sui diritti degli autori tutelati dal copyright ed è essenziale per la memoria culturale e per i fondamenti della conoscenza delle nostre società. Nella seconda metà del XX secolo questi due elementi sono stati minacciati dall’estensione dei termini di tutela del copyright e dall’introduzione di ulteriori regimi di protezione legale simili al diritto d’autore.

Beni comuni volontari e prerogative dell’utente

In aggiunta a questo nocciolo strutturale del pubblico dominio, esistono altre fonti essenziali che permettono agli individui di interagire liberamente con le opere tutelate da copyright. Tali fonti rappresentano la ‘boccata d’aria’ della cultura e della conoscenza, assicurando che la protezione del copyright non interferisca con i requisiti specifici della società e con la scelta volontaria degli autori. Mentre queste fonti aumentano la possibilità d’accesso a opere sotto tutela, alcune di esse condizionano l’accesso a specifiche forme d’uso o categorie di utenti:

1. Opere volontariamente condivise dai titolari dei diritti. I creatori possono rimuovere le restrizioni d’uso sulle proprie opere rilasciandole con ‘licenze libere’ oppure ricorrendo ad altri strumenti legali che prevedano l’altrui utilizzo di tali lavori senza limiti, o ancora destinandole direttamente al pubblico dominio. Per le definizioni di licenze libere, si faccia riferimento alla definizione di software libero (http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html), e alla definizione di conoscenza aperta (http://opendefinition.org/1.0/italiano).

2. Le prerogative degli utenti create da eccezioni e limitazioni al copyright, dal “fair use” e “fair dealing“. Queste prerogative sono parte integrante del pubblico dominio. E assicurano l’esistenza di un sufficiente accesso alla cultura e alla conoscenza condivise, consentendo il funzionamento delle istituzioni sociali essenziali e la partecipazione sociale di individui con necessità particolari.

Considerati nel loro insieme, il pubblico dominio, la condivisione volontaria delle opere e le eccezioni e limitazioni al copyright, il “fair use” e il “fair dealing”, contribuiscono ad assicurare a tutti l’accesso alla conoscenza e alla cultura condivise, al fine di favorire l’innovazione e la partecipazione culturale a beneficio dell’intera società. È quindi importante che il pubblico dominio in ciascuna delle sue incarnazioni venga attivamentesostenuto, in modo da continuare a esercitare pienamente il proprio ruolo in questo periodo di rapido cambiamento tecnologico e sociale.

Principi generali

In periodi di rapido cambiamento tecnologico e sociale il pubblico dominio adempie ad un ruolo sostanziale per la partecipazione culturale e l’innovazione digitale, e di conseguenza va attivamente sostenuto. Per dare sostegno al pubblico dominio occorre tenere presente una serie di principi generali. I seguenti principi sono essenziali per preservare una significativa comprensione del pubblico dominio e per assciuare che il pubblico dominio continui a funzionare nel contesto tecnologico di una società dell’informazione in rete. Per quanto riguarda il pubblico dominio strutturale, questi principi sono i seguenti:
1. Il pubblico dominio è la regola, il copyright è l’eccezione. Poichè la tutela del copyright è garamtita solo alle forme di espressione originale, la larga maggioranza di dati, informazioni e idee prodotte nel mondo in ogni istante appartiene al pubblico dominio. Oltre alle informazioni che non hanno diritto alla protezione, all’inizio di ogni anno il pubblico dominio viene ampliato dall’ingresso di opere la cui tutela è scaduta. L’applicazione combinata dei requisiti di tutela e della durata limitata del copyright contribuisce al benessere del pubblico dominio in quanto assicura l’accesso alla conoscenza e alla cultura condivise.
2. La tutela del copyright deve durare solo il tempo necessario ad assicurare un ragionevole compromesso tra la protezione e la ricompensa all’autore per il proprio lavoro intellettuale, e la salvaguardia dell’interesse pubblico alla diffusione della cultura e della conoscenza. Nè dalla prospettiva dell’autore nè da quella del pubblico esistono argomenti validi (di qualsivoglia carattere storico, economico, sociale o altro) a sostegno di una durata eccessiva della protezione del copyright. Mentre l’autore dev’essere in grado di raccogliere i frutti del proprio lavoro intellettuale, il pubblico non va privato per un periodo esageratamente lungo dei benefici derivanti dal libero accesso a tali lavori.

3. Ciò che è nel pubblico dominio deve rimanere nel pubblico dominio. Il controllo esclusivo sulle opere di pubblico dominio non deve essere ristabilito rivendicando diritti esclusivi sulle riproduzione tecniche delle opere, o usando misure tecniche di tutela per limitare l’accesso alle riproduzione tecniche di tali opere.

4. Il legittimo utente di una copia digitale di un’opera nel pubblico dominio deve essere libero di (ri-)usare, copiare e modificare quest’opera. Lo stato di pubblico dominio di un’opera non significa necessariamente che questa vada messa a disposizione del pubblico. I titolari di un lavoro di pubblico dominio solo liberi di restringerne l’accesso. Tuttavia, una volta garantito l’accesso a un’opera, non devono essere imposte ulteriori restrizioni sul ri-uso, la modifica o la riproduzione della stessa.

5. Non vanno applicati contratti o misure tecniche di protezione che restringono l’accesso e il ri-utilizzo di opere già nel pubblico dominio. Lo stato di pubblico dominio di un’opera deve garantirne il diritto di ri-uso, modifica e riproduzione. Ciò vale anche per le prerogative dell’utente derivanti da eccezioni e limitazioni, dal “fair use” e “fair dealing”, assicurando che queste opzioni non vengano limitate da mezzi tecnologici o contrattuali.

In aggiunta, i seguenti principi sono alla base dei beni comuni volontari e delle prerogative dell’utente descritti sopra:

1. La cessione volontaria del copyright e la condivisione di opere sotto tutela sono legittimi esercizi di esclusiva sul diritto d’autore. Molti autori aventi diritto alla protezione del copyright sulle proprie opere possono decidere di non esercitare del tutto tali diritti o di volerli cedere per intero. Queste azioni, se volontarie, costituiscono un legittimo esercizio di esclusiva sul copyright e non devono essere ostacolate dalla legge, da statuti o altri meccanismi, inclusi i diritti morali sull’opera.

2. Le eccezioni e le limitazione al copyright, il “fair use” e “fair dealing”, devono essere attivamente mantenute un modo da assicurare l’equilibrio fondamentale tra copyright e interesse pubblico. Questi meccanismi creano quelle prerogative per l’utente che costituiscono la necessaria ‘boccata d’aria’ nell’attuale sistema del copyright. Dato l’elevato tasso delle trasformazioni sia nella tecnologia che nella società, è importante che tali meccanismi rimangano in grado di assicurare il funzionamento delle istituzioni sociali essenziali e la partecipazione sociale di individui con bisogni particolari. Quindi le eccezioni e le limitazione al copyright, il “fair use” e “fair dealing”, dovrebbero essere costruite come evolutive per natura e costantamente adattate per tenere conto dell’interesse pubblico.
Oltre a questi principi generali, occorre affrontare subito varie altre questioni rilevanti per il pubblico dominio. Le seguenti raccomandazioni hanno l’obiettivo di tutelare il pubblico dominio e assicurarne il funzionamento in maniera significativa. Sebbene tali raccomandazioni siano applicabili sull’intero spettro del copyright, rivestono particolare rilevanza nell’ambito dell’istruzione, del patrimonio culturale e della ricerca scientifica.

Raccomandazioni generali

1. Occorre ridurre la durata dei termini di tutela del copyright. L’eccessiva durata della protezione sul copyright, combinata con l’assenza di formalità legali, è altamente dannosa per l’accessibilità della nostra conoscenza e cultura. Inoltre, ciò incrementa la presenza di ‘opere orfane’, ovvero quei lavori che per vari motivi non rientrano più né sotto il controllo degli autori né fanno parte del pubblico dominio, e in entrambi i casi non possono essere usate. Quindi per le nuove opere la durata della tutela del diritto d’autore va ridotta a termini più ragionevoli.

2. Qualsiasi modifica sulla portata della tutela del copyright (ivi compresa qualsiasi nuova definizione della materia tutelabile o l’espansione di diritti esclusivi) deve tener conto degli effetti sul pubblico dominio. Qualsiasi cambiamento nella portata della protezione del copyright non va applicato retroattivamente a lavori già oggetto di tutela. Il copyright è un’eccezione limitata nel tempo dello stato di pubblico dominio della cultura e conoscenza condivisa. Nel XX secolo la portata del diritto d’autore è stata estesa in maniera significativa per privilegiare gli interessi di un gruppo ristretto di titolari di diritti alle spese del pubblico generale. Come risultato, gran parte della nostra cultura e conoscenza rimane bloccata a causa di restrizioni imposte dal copyright e da questioni tecniche. Dobbiamo assicurarci quantomeno che tale situazione non veda peggiorando e che anzi in futuro venga invece migliorata.

3. Qualora un’opera debba rientrare pubblico dominio strutturale del proprio Paese d’origine, va riconosciuta come parte del pubblico dominio strutturale in tutti gli altri Paesi del mondo. Qualora nel proprio Paese un’opera non debba godere della tutela del copyright, in base a una specifica clausola di esclusione dallo stesso, ovvero in quanto non soddisfi i criteri di originalità o nel caso di scadenza della durata alla tutela, non dev’essere possibile per nessuno (compreso l’autore) invocare la protezione del copyright dello stesso materiale in un altro Paese in modo da sottrarlo al pubblico dominio strutturale.

4. Ogni tentativo falso o ingannevole di appropriarsi di opere in pubblico dominio va punito a norma di legge. Al fine di preservare l’integrità del pubblico dominio e di tutelare gli utilizzatori di opere di pubblico dominio da rappresentazioni inaccurate e menzognere, ogni tentativo falso o ingannevole di avanzare pretese di esclusività su materiale di pubblico dominio dev’essere dichiarato illegittimo.

5. Non è consentito ricorrere ad alcun ulteriore diritto di proprietà intellettuale per ricostituire l’esclusività su opere di pubblico dominio. Il pubblico dominio è parte integrante dell’equilibrio interno al sistema del diritto d’autore. Questo bilanciamento interno non va manipolato da tentativi per ricostituire od ottenere il controllo esclusivo su opere di pubblico dominio tramite normative esterne al copyright.

  1. Occorre implementare un modo pratico ed efficace per rendere disponibili le ‘opere orfane’ e i lavori già pubblicati ma non più in commercio (ad esempio, le opere fuori catalogo) onde poter essere riutilizzate dalla società. L’estensione della portata e della durata del copyright e ‘assenza di formalità per i lavori stranieri hanno creato un’ampia quantità di ‘opere orfane’ che non sono né sotto il controllo dei rispettivi autori né fanno parte del pubblico dominio. Dato che di tali opere, in base all’attuale normattiva, non beneficiano né gli autori né la società, le stesse vanno rese disponibili alla società nel suo insieme per essere riutilizzate in maniera produttiva.

7. Le istituzioni a tutela del patrimonio culturale dovrebbero assumere un ruolo cruciale per l’efficace catalogazione e tutela delle opere di pubblico dominio. A queste organizzazioni è stato affidata per secoli la conservazione della conoscenza e cultura pubbliche. In quanto detentrici di questo ruolo, esse sono chiamate a garantire che le opere di pubblico dominio siano disponibili a tutti, tramite la loro chiara classificazione, la preservazione e la messa a disposizione della collettività in maniera libera.

    8. Va eliminato ogni ostaco legale che possa impedire la condivisione volontaria delle proprie opere o la diretta assegnazione a pubblico dominio da parte dell’autore. Entrambi sono esercizi legittimi dei diritti esclusivi garantiti dal copyright ed entrambi sono elementi cruciali per assicurare l’accesso ai beni culturali e alla conoscenza di base e per rispettare la volontà dell’autore.

    9. In generale va reso possibile l’uso personale non commerciale delle opere tutelate dal copyright, e per casi simili vanno esplorate forme alternative di remunerazione per l’autore. Poichè è essenziale per lo sviluppo personale di ciascun individuo che egli/ella sia in grado di utilizzare in maniera non commerciale tali opere, è parimenti essenziale prendere in considerazione la posizione dell’autore nello stabilire nuovi limiti ed eccezioni sulla tutela del copyright o quando vengano rivisti quelli già esistenti.

(v. 1.0 – 27.01.2010)

1Traduzione italiana a cura di Irene Cassarino, Valentin Vitkov, Bernardo Parrella (inglese : http://publicdomainmanifesto.org)

Qui è possibile firmare il Manifesto.





Corsi di formazione gratis per scoprire il Mac

venerdì 26 febbraio 2010

Cuordimela, rivenditore autorizzato Apple, ospiterà per l’anno 2010 corsi di formazione gratuiti riguardanti gli elementi base dei principali pacchetti del mondo Mac, partendo dal sistema operativo OSX 10.6 fino ai programmi della post-produzione audiovisiva.

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