Utilizziamo il filesystem exFAT in Ubuntu
Scopriamo insieme come utilizzare il nuovissimo filesystem exFAT sul nostro sistema operativo preferito: Ubuntu.
I moderni filesystem sono stati ideati con in mente i “vecchi” hard disk, dischi magnetici in rotazione. Questo è vero per i filesystem di Linux Ext2/3/4, per l’NTFS di Windows ed anche per i filesystem dei server XFS e ZFS. Ed ovviamente è stato così anche per il FAT originale che, anche se non esattamente ottimizzato, ha rappresentato uno dei principali filesystem per dischi magnetici.
E’ stata la semplicità del FAT che l’ha reso attraente per la nuova generazione di sistemi di storage basati su memorie flash. Di solito i dispositivi basati su memorie flash (ad es. SD/memory cards e chiavette USB) non hanno l’interfaccia più veloce verso il computer, così un filesystem li appesantisce e li rende ancor più lenti. Inoltre, visto che i dispositivi flash non raggiungono minimamente la capienza dei dischi magnetici, non si vede il bisogno di filesystem avanzati per gestirli.![]()
FAT ha le sue limitazioni, ovviamente, ed è per questo che la sua versione estesa, FAT32, è lo standard di fatto per i dispositivi flash, dando la possibilità di indirizzare capienze fino a 2TB utilizzando i tradizionali settori da 512 byte, mantenendo nel contempo la semplicità e la velocità del filesystem FAT. Tuttavia FAT32 manca di funzionalità che i moderni filesystem possiedono, come ad esempio funzioni di sicurezza e journaling, che però normalmente non sono necessari in memorie flash.
Anche se ha fatto un buon servizio sinora, FAT32 ha a sua volta diverse limitazioni, principalmente quella di non gestire singoli file più grandi di 4GB. Come filesystem non è inoltre certo il più efficiente e può rallentare drammaticamente quando in una directory sono immagazzinati molti file.
Questi sono i motivi per cui Microsoft ha introdotto il filesystem exFAT in Windows Vista e Windows 7. exFAT è costruito con la semplicità del FAT ma progettato specificatamente per dispositivi flash di ampia grandezza, come quelli che utilizziamo attualmente nelle memory card per le fotocamere, le videocamere, i drive USB portatili eccetera.
exFAT è più veloce di FAT32 ed è migliore quando si tratta di mantenere la velocità in presenza di un gran numero di file. In pratica, se porti con te ed usi regolarmente chiavette USB e memory card, probabilmente dovresti utilizzare exFAT per sfruttarle al meglio.
Tutto bello, tutto magico. Ma attenzione: Linux non può leggere i dispositivi formattati con exFAT. Almeno, non può farlo senza un piccolo aiuto da parte nostra
Mentre Linux possiede da molto tempo il supporto per FAT e FAT32, abbiamo dovuto aspettare per exFAT. Questo perché exFAT è un filesystem proprietario ed il driver ha avuto bisogno di un pesante processo di reverse engineering per capirne il funzionamento. L’anno scorso hanno cominciato a circolare versioni di sviluppo del driver exFAT per Linux, ma per utilizzarle era necessario compilarle a meno e modificare manualmente molti settaggi. Non esattamente un’operazione accessibile per l’utente medio!
Ora, per fortuna, la realtà è differente. Il driver è finalmente in uno stadio di maturità e grazie ad un nuovo repository PPA è possibile installarlo su Ubuntu in pochi semplici passi.
Formattiamo in exFAT
Sebbene il nuovo driver Linux per exFAT supporti sia la lettura che la scrittura su volumi exFAT, si tratta di un software così nuovo che non supporta attualmente la creazione di nuovi filesystem exFAT. Per cui, per il momento, c’è bisogno di creare un nuovo volume exFAT formattandolo da Windows Vista o Windows 7. Questo è semplice da fare. inserendo il drive, facendo clic sulla relativa icona con il tasto destro su Risorse del Computer e selezionando Formatta. Quando appare l’apposita finestra di dialogo, scegliamo exFAT come filesystem.
Installazione e mount del dispositivo exFAT
Per installare il supporto exFAT in Ubuntu, apriamo un Terminale e digitiamo:
sudo -s
apt-add-repository ppa:relan/exfat
apt-get install fuse-exfat
Questo driver utilizza il framework FUSE (Filesystem in userspace). Per farlo funzionare, FUSE deve essere abilitato nel kernel. Se utilizzi Ubuntu nella sua installazione standard ce l’hai già abilitato, per cui non devi fare nessun passaggio aggiuntivo.
Anche se è disponibile come modulo, Ubuntu non saprà automaticamente utilizzare il driver quando si inserisce un dispositivo exFAT. Per il momento dovremo quindi montare manualmente il device e specificare il filesystem exFAT. Inserisci il dispositivo e digita in un Terminale:
cat /proc/partitions
E’ probabile che il dispositivo USB sia indicato come ultima partizione. Lo possiamo verificare guardando la dimensione e confrontandola con quella della nostra chiavetta USB.
Successivamente creiamo una directory temporanea in cui montare il dispositivo. Ubuntu organizza di default i dispositivi removibili nella directory /media, per cui è opportuno fare lo stesso. Digitiamo sul Terminale:
cd /media
sudo -s
mkdir usbdrive
mount -t exfat /dev/sdd1 usbdrive
Il drive apparirà sul desktop e sarà accessibile in lettura e scrittura come tutti gli altri. Per smontarlo in tutta sicurezza prima della rimozione, digitiamo:
sudo umount usbdrive














